Il giardino di notte

IL GIARDINO DI NOTTE

2020 – 2021
Opera vincitrice del bando Cantica21 indetto da MAECI E MiBACT, destinata alla collezione pubblica di Casa Masaccio – Centro per l’arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno, Arezzo.

L’opera presenta una visione simile a quella che si avrebbe andando nello studio di un pittore: due tele intelaiate disposte sulla parete, a terra dei ritagli di tela e negli angoli dei rotoli di tela di varie dimensioni dislocati casualmente nello spazio a seconda dell’ambiente. Il tutto appare pronto per essere dipinto.

In realta, sulle superfici che alla luce appaiono vuote, e dipinta l’immagine di una flora notturna realizzata con pigmenti detti terre rare dalle proprieta fosforescenti. Sospesa fra rappresentazione di piante reali e altre immaginarie, l’immagine di un fantomatico giardino notturno abita ogni notte, temporaneamente, le superfici, illuminando lo spazio attorno.

Il giardino di notte e un’opera concepita con l’uso di alcuni pigmenti fosforescenti che appartengono al gruppo di minerali chiamati “terre rare”. Queste terre sono oggi al centro del dibattito mondiale come nuova risorsa economica in grado di spostare gli equilibri geopolitici ed economici, in quanto il loro impiego e indispensabile nello sviluppo delle tecnologie attuali, e si trovano all’interno di tutti i dispositivi quali smartphone e Computer.

Al centro dell’opera si colloca la relazione fra uomo e paesaggio inteso come luogo artificiale di una costruzione sociale che manipola la relazione con il territorio e che, al contempo, ne riscrive l’immaginario veicolandolo sotto forma di immagini. In questa costruzione la pittura di genere, specialmente quella di paesaggio, ha giocato un ruolo fondamentale nel costruire una visione canonizzata.

Il titolo dell’opera e un rimando ad una tipologia di giardino, in uso fin dall’antichita, composto da piante i cui fiori si dischiudono alla luce lunare. Simbolo di una doppia natura che emerge dall’interno del mondo vegetale e lontana dall’idea del giardino come luogo solare, il giardino di notte genera uno spazio immaginario in cui poter ripensare la relazione con il notturno e, al contempo, con il mondo visibile.

Nell’opera ci sono una serie di passaggi e contrapposizioni: da terre rare al loro impiego tecnologico (come passaggio da mondo analogico a dominio digitale) e il passaggio fra pittura e visione, rappresentata la prima dalla veduta dello studio del pittore che appare vuoto e la seconda dall’emergere di una forza visiva che, al pari degli schermi dei dispositivi e contrariamente alla pittura, ha la sua luce in se: un’immagine che produce luce senza rifletterla. Infine la contrapposta modalita di fruizione in relazione alla luce ambientale, e quindi, al passaggio fra giorno e notte che attiva un conflitto fra immagine – giardino notturno, con la sua portata poetica e fantasmagorica – e materiaita – le terre rare con il loro attuale status economico.

La duplice fruizione de Il giardino di notte e pensata espressamente per essere parte di una collezione museale, come opera che, attivandosi solo di notte e quindi potenzialmente negli orari di chiusura del museo, genera un’inversione nella logica produttiva dell’arte e nella relazione fra fruitore e opera.

 

IL GIARDINO DI NOTTE

2020 – 2021 Work winner of the contest Cantica21 from Italian Ministry of Culture – MiBACT- DGCC and Ministry of Foreign Affairs – MAECI-DGSP, for public collection of Casa Masaccio – Centro per l’arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno, Arezzo.

The work presents a vision similar to that which one would have going into a painter’s studio: two framed canvases arranged on the wall, on the ground pieces of cutted canvas and, in the corners, rolls of canvas of various sizes randomly placed in space depending on the environment. Everything appears ready to be painted. In reality, on the surfaces that appear empty in the sunlight, an image of nocturnal flora is painted, made with pigments called “rare earths” with phosphorescent properties. Suspended between representations of real and imaginary plants, the image of a phantom nocturnal garden temporarily inhabits the surfaces every night, illuminating the space around it.

Il giardino di notte is a work conceived with the use of some phosphorescent pigments that belong to the group of minerals called “rare earths”. These minerals are today at the center of the world debate as a new economic resource capable of shifting the geopolitical and economic balances, as their use is indispensable in the development of current technologies, and are found within all devices such as smartphones and computers. .

At the center of the work is the relationship between man and landscape understood as an artificial place of a social construction that manipulates the relationship with the territory and, at the same time, rewrites the imaginary, conveying it in the form of images. In this construction genre painting, especially landscape painting, has played a fundamental role in building a canonized vision.

The title of the work is a reference to a type of garden, in use since ancient times, made up of plants whose flowers unfold in the moonlight. Symbol of a double nature that emerges from within the plant world and far from the idea of the garden as a solar place, the garden at night generates an imaginary space in which to rethink the relationship with the night and, at the same time, with the visible world .

In the work there are a series of passages and contrasts: from rare earths to their technological use (as a passage from the analogue world to the digital domain) and the passage between painting and vision, represented the first by the view of the painter’s studio that appears empty and the second from the emergence of a visual force which, like the screens of devices and unlike painting, has its own light in itself: an image that produces light without reflecting it.

Finally, the opposing modality of use in relation to ambient light, and therefore, to the passage between day and night which activates a conflict between image – nocturnal garden, with its poetic and phantasmagoric significance – and matter – rare earths with their current status of economical value. The dual use of Il giardino di notte is expressly designed to be part of a museum collection, as a work that, activated only at night and therefore potentially during the museum’s closing hours, generates an inversion in the production logic of art and in the relationship between audience and work.

 

Il giardino di notte

Il giardino di notte

2021
terre rare fosforescenti, resina, olio e pigmenti su tele e cartone, legno
dimensioni ambientale
ph. Sebastiano Pellion di Persano

Category
2021