Fluidi#4

Through a 3D animation program I have elaborated the simulation of a liquid mixture between two colors whose frequency corresponds to iron oxide and cobalt violet (red and violet are the two frequencies placed at the beginning and at the end of our visual spectrum ).

From the 3D animation I have extrapolated three frames, reconverting the digital image into painting. In this conversion the frequencies become real pigments that, unlike the colors given by the screen, carry out a series of chemical processes of reciprocal alteration over time.

The title is a quote from The Splash of a Drop, a book published in 1895 by Worthington. Originated as an experiment about fluidodinamics its became an essay about the epistemology condition of the sense. Worthington has collected sketches and time-lapse photography of the fluids, and he has talked about an Auto-Splash something like an ideal shape of the falling of a drop. On one side the drawing, an ideal shape, on the other the time-lapse photography, an objective but imperfect shape. Starting from this paradigm I changed its terms, assigning the ideal to the virtual modeling software and the objective reality to the pigments in itself.

The choice of inserting a third color (based on nickel) to modulate the image refers to the discrepancy between the digital model of the chromatic spectrum and the real color model, creating in turn the triad of iron in the periodic table (Oxide, Cobalt, Nickel).

Tramite un programma per animazione 3D (Blender) ho elaborato la simulazione di una mescolanza di due liquidi colorati, corrispondenti all’ossido di ferro rosso e al violetto di cobalto. Queste due frequenze sono rispettivamente considerate l’inizio e la fine del nostro spettro visivo, al di sotto e al di sopra del quale si situano infrarosso e ultravioletto. Dal video digitale ho estrapolato dei frames riconvertendo l’immagine digitale in pittura. In questa riconversione le frequenze diventano pigmenti reali che, a differenza dei colori dati dallo schermo, attuano una serie di processi chimici di reciproca alterazione nel tempo. Questi processi, conducendo all’ossidazione della superficie, e dunque ad un appiattimento visivo, limitano la possibilità di vedere l’immagine dipinta. La simulazione digitale dei liquidi rappresenta oggi una delle vette della tecnologia, apice di un tecnicismo autocelebrativo, ma anche della discussione culturale, da Boris Groys a Esther Leslie, e si riconnette, nell’ambito di un’archeologia dei media, alle sperimentazioni di Worthington considerato fra I pionieri della cronofotografia che nell’opera scentifica The Splash of a Drop (1894) tentò di cogliere la forma del contatto fra una goccia e un piano solido. Vi riuscì solo su un livello tecnico ma non idealistico, ragion per cui il libro si basa sulla comparazione fra incisioni della caduta di liquidi (idealizzate) e fortografie (realistiche ma non naturalistiche). Partendo dallo stesso ossimoro, ho riconfrontato due sistemi differenti del linguaggiio visivo: animazione digitale e pittura.

Fluidi (dopo Worthington) #4

Fluidi

2018
Iron oxide, Cobalt, Nickel on canvas
46,5 x 35 cm each one or 35 X 46,5 cm each one

Date
Category
2018, 2019