Fluidi

Using a 3D animation program (Blender), I have elaborated the simulation of a mixture of two colored liquids, corresponding to red iron oxide and cobalt violet. These two frequencies are considered respectively the beginning and the end of our visual spectrum, below and above which there are infrared and ultraviolet. From the simulation I have extrapolated several frames reconverting the digital images into painting. In this conversion, the frequencies become real pigments which, unlike the colors given by the screen, implement a series of chemical processes which mutually alter over time. These processes, leading to the oxidation of the surface, and therefore to a visual flattening, limit the possibility of seeing the painted image.
The digital simulation of liquids today represents one of the peaks of technology, the pinnacle of a self-celebrating technicality, but also a pivotal theme into cultural discussion, from Boris Groys to Esther Leslie, and is connected, in the context of a media archeology, to the Worthington experiments, that was considered among the pioneers of chronophotography, in his scientific work, The Splash of a Drop (1894), attempted to grasp the shape of the contact between a drop and a solid plane. On a technical level the experiment was a success but not on idealistic level, which is why the book was based on the comparison between incisions of the fall of liquids (idealized medium) and photographies (realistic but not naturalistic medium). Starting from the same oxymoron, I compared two different systems of visual language: digital animation and painting.

Tramite un programma per animazione 3D (Blender) ho elaborato la simulazione di una mescolanza di due liquidi colorati, corrispondenti all’ossido di ferro rosso e al violetto di cobalto. Queste due frequenze sono rispettivamente considerate l’inizio e la fine del nostro spettro visivo, al di sotto e al di sopra del quale si situano infrarosso e ultravioletto. Dal video digitale ho estrapolato dei frames riconvertendo l’immagine digitale in pittura. In questa riconversione le frequenze diventano pigmenti reali che, a differenza dei colori dati dallo schermo, attuano una serie di processi chimici di reciproca alterazione nel tempo. Questi processi, conducendo all’ossidazione della superficie, e dunque ad un appiattimento visivo, limitano la possibilità di vedere l’immagine dipinta. La simulazione digitale dei liquidi rappresenta oggi una delle vette della tecnologia, apice di un tecnicismo autocelebrativo, ma anche della discussione culturale, da Boris Groys a Esther Leslie, e si riconnette, nell’ambito di un’archeologia dei media, alle sperimentazioni di Worthington considerato fra I pionieri della cronofotografia che nell’opera scentifica The Splash of a Drop (1894) tentò di cogliere la forma del contatto fra una goccia e un piano solido. Vi riuscì solo su un livello tecnico ma non idealistico, ragion per cui il libro si basa sulla comparazione fra incisioni della caduta di liquidi (idealizzate) e fortografie (realistiche ma non naturalistiche). Partendo dallo stesso ossimoro, ho riconfrontato due sistemi differenti del linguaggiio visivo: animazione digitale e pittura.

Fluidi

2018
Iron oxide, Cobalt, Nickel on canvas
46,5 x 35 cm each one or 35 X 46,5 cm each one
installation view Société Interludio

Date
Category
2018